Servizio Civile, n. 3 maggio-giugno 1985, pagina 5
La presenza degli obiettori di coscienza al convegno ecclesiale di Loreto è stata visibile e il loro contributo incisivo.
Erano numerosi e sparsi in molte Commissioni: il loro apporto è stato particolarmente significativo nelle Commissioni che hanno trattato della pace e della cooperazione internazionale, del volontariato, degli ultimi, della devianza giovanile.
Gli obiettori di coscienza sono stati presenti anche nelle relazioni di don Bruno Forte e del card. Pappalardo e nel discorso del Papa.
La posizione più coraggiosa e più decisa è venuta da don Fonte: «Partire dagli ultimi significa farsi voce della rivendicazione dei loro diritti, essere
a loro fianco con gratuità, nelle molteplici forme di volontariato che sono fiorite in questi anni come segno e stimolo della carità di tutta la Chiesa, a cominciare dall’obiezione di coscienza e dal servizio civile, che la comunità cristiana non può non promuovere come scelta esemplare e preferenziale».
Riecheggia la mozione della sesta Commissione del Convegno ecclesiale E.P.U. del 1976, accolta dall’assemblea di allora con un lunghissimo applauso, che chiedeva al Convegno di «fare propria la proposta di farsi carico della promozione del servizio civile sostitutivo di quello militare nella comunità cristiana, come scelta esemplare e preferenziale dei cristiani».
[…]
Giovanni Nervo
Continua a leggere l’articolo in PDF: Servizio Civile 3-1985
