L’Avvenire d’Italia, giovedì 7 febbraio 1963, pagina 3
La coscienza – scrivo queste cose perché la corrispondenza con Padre Turoldo è in pubblico – è di natura sua ordinata alla autorità di Dio. A Dio sottoposta, da lui riceve luce e sicurezza. La rivelazione della sua volontà e l’obbedienza fedele la illuminano ad un tempo e la purificano. Ma è ugualmente vero che l’autorità di Dio si rivolge alla coscienza nostra, non ci assoggetta cioè ad ordini puramente esterni e costrittivi, ma ci parla in modo tutto personale come a liberi figli suoi e di fatto proprio nella coscienza sentiamo la forza obbligatoria della sua Rivelazione.
[…]
Filippo Franceschi
Continua a leggere l’articolo in PDF: L’Avvenire d’Italia 07-02-1963
