Volontariato Oggi, n. 7- Luglio/Agosto ’91, pagine 7-8
Si è tenuta recentemente a Bologna l’Assemblea Nazionale della Lega Obiettori di Coscienza (L.O.C.), un’associazione nata nel 1972 e che da tre anni è diventata una federazione, aperta al contributo di obiettori di tutte le aree politiche e culturali, accomunati dai valori della nonviolenza, della pace e della solidarietà.
Filo conduttore dei lavori è stata la riflessione sui «Comportamenti di pace», sulla loro individuazione e sul loro rapporto con la dimensione transnazionale e globale dei problemi che affliggono l’età contemporanea.
L’assemblea ha proceduto dividendosi in commissioni. La più affollata è risultata essere quella dedicata all’educazione alla pace e alla formazione degli obiettori, coordinata da Antonio Nanni, vice direttore del CEM (Centro Educazione alla Mondialità) di Parma e membro del Dipartimento Pace-Sviluppo-Politica Internazionale delle Acli nazionali, e da Massimo Paolicelli del Coordinamento nazionale della LOC.
Nei lavori della commissione sono stati affrontati temi di grande rilevanza, come l’educazione alla pace nella scuola e l’irrimandabile definizione ed attuazione di seri percorsi formativi per gli obiettori di coscienza, il cui mondo è attraversato da segnali contraddittori e crisi di identità: fenomeni in parte riconducibili a processi sociali generali, come i mutamenti intercorsi nella cultura giovanile, ed in parte attribuibili ad un evento specifico, a carattere giuridico, e cioè alla famosa sentenza 470/89 della Corte Costituzionale che ha parificato – almeno temporaneamente – la durata del servizio civile a quella del servizio militare, allargando di fatto la base socio-culturale dei giovani che optano per il primo.
Di questi temi abbiamo parlato con Antonio Nanni e Massimo Paolicelli.
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a cura di Marco Trasciatti
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