Mosaico di pace, n. 11 dicembre 2002
Nella storia trentennale del diritto dell’obiezione di coscienza al servizio militare ci sono anche i cattolici. Accanto a quella “laica”, infatti, è innegabile il ruolo avuto dalla Chiesa italiana, più o meno ufficiale, nella diffusione della pratica dell’obiezione di coscienza, anche se non pochi limitano tale ruolo allo sviluppo
del servizio civile.
Monsignor Giuseppe Pasini è stato per venticinque anni ai vertici della Caritas Italiana, l’organismo pastorale dei Vescovi italiani, che nel 1977 aprì con la Difesa una convenzione per accogliere obiettori di coscienza. È certamente uno dei testimoni privilegiati per capire quale ruolo hanno avuto i cattolici in questi decenni.
Nel 1976 il Convegno “Evangelizzazione e Promozione Umana” di Roma indicò il servizio civile “come scelta esemplare e preferenziale dei cristiani”. Questa dichiarazione in pratica veniva 4 anni dopo l’approvazione della legge 772 che aveva riconosciuto l’obiezione di coscienza nel nostro Paese, ma veniva anche
dopo 13 anni dal processo a Padre Balducci e 11 anni alla “Lettera ai giudici” di don Milani. Un ritardo troppo lungo?
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Diego Cipriani
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