Avanti!, mercoledì 1 novembre 1978, pagina 4
Anche i giovani dc partono all’attacco per affrontare temi scottanti come il servizio militare obbligatorio, l’obiezione di coscienza, i diritti civili.
Tre giovani deputati scudocrociati, Borruso, Fornasari e Mannino, hanno presentato alla Camera, anche a nome del movimento giovanile del loro partito, un progetto di legge composto da 28 articoli che affronta problemi come l’obiezione di coscienza e il servizio civile sostitutivo di cui si sono già occupati, in analoghi disegni di legge, i compagni socialisti. L’incaricato dei diritti civili del movimento giovanile, Baresi, ha esposto ieri i punti qualificanti dell’iniziativa di legge.
In primo luogo verrebbe riconosciuto automaticamente lo stato di obiezione di coscienza a tutti coloro che ne faranno richiesta «per “profondi convincimenti religiosi, morali o filosofici». Il tutto senza ricorrere più al «filtro» del tribunale militare ritenuto dai promotori della legge «non adeguato» al problema che investe solo «la coscienza del singolo».
Secondo il progetto di legge tutti i giovani ammessi al servizio civile obbligatorio che non avrebbe più carattere punitivo, verrebbero messi a disposizione del ministero del Lavoro che, previo accordo con altri dicasteri come gli Interni, l’Agricoltura, i Beni Culturali, la Pubblica Istruzione, pianificherebbe e disporrebbe l’impiego dei giovani attraverso una vera e propria agenzia, appoggiata al ministero stesso.
Non verrebbero però riconosciuti come obiettori di coscienza tutti quei giovani che risultassero titolari di licenze per porto d’armi o che fossero stati in passato condannati per detenzione abusiva di armi da fuoco.
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Paolo Conti
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