Stampa Sera, martedì 28 – mercoledì 29 maggio 1968, pagina 2
Nell’aula del Tribunale militare, affollata di giovani tra cui alcuni sacerdoti, è incominciato stamane il processo contro l’obiettore di coscienza Enzo BelIettato, 27 anni, abitante a Rovigo. E’ accusato di disobbedienza continuata per aver rifiutato di indossare la divisa proprio quando era stato promosso caporale.
Mai come oggi lo stanzone dove si tengono le udienze e stato così fitto di pubblico. Il servizio d’ordine è stato rinforzato con una ventina di carabinieri, sebbene la protesta dei giovani che manifestano la loro solidarietà all’imputato sia silenziosa. Sono giovani che appartengono alle associazioni antimilitaristiche «Unione democratici europei», «Gruppo anti H» e «Gruppo sperimentale di azione non violenta». Non vogliono la guerra e tutto ciò che ad essa è legato.
Ieri pomeriggio avevano intenzione di sostare in piazza San Carlo ed in piazza Castello per leggere ad alta voce brani di don Milani e di Luther King, ma il veto della questura e il tempo inclemente li hanno indotti a modificare il programma. Si sono limitati a sfilare sotto i portici e a distribuire manifestini. Hanno presentato una petizione al Prefetto. Quindi, alle 21 si sono riuniti all’Unione Culturale per partecipare ad un dibattito. Stamane si sono dati convegno in piazza Castello alle 8,30 per poi assistere al processo, ma solo una piccola parte è potuta entrare nell’aula. Gli altri sono rimasti ad attendere in via Giuseppe Verdi.
Il Bellettato è stato accompagnato in macchina poco prima delle 9. Indossava la tuta blu che ha lasciato in anticamera per comparire in divisa davanti ai giudici. Insegnava in una scuola media quando fu chiamato alle armi per il servizio di leva. Assegnato al 31° reggimento carristi della divisione «Centauro», di stanza a Bellinzago, presso Novara, per 12 mesi tenne sempre una condotta irreprensibile. Seguì i corsi di graduato e come suonatore di trombone fece parte della banda reggimentale. Fin dall’inizio aveva inoltrato domanda per essere trasferito, in base alla recente Legge Pedini, ad un servizio civile. Ma i posti sono soltanto 100 su 300 mila reclute annuali e le sue richieste, non furono accolte.
Stamane il Tribunale (pres. Laguzzi, p. m. Tattoli, canc. Lignarolo) ha respinto l’istanza dei difensori, avv. Piscopo e Rolleri, i quali avevano chiesto di sentire come testimone don Livio Maritano. Subito dopo, interrogato dal presidente, l’imputato ha detto: «Ho ritenuto di essere nel diritto di professare la fede cattolica in qualsiasi forma, in base all’art. 19 della Costituzione, anche se ciò poteva essere contrario agli articoli del Codice Penale Militare, poiché la Costituzione è superiore ad ogni altra legge».
I suoi ex superiori, ten. Colombo e capitano Filippini hanno riferito che nei 12 mesi in cui ha prestato servizio, il Bellettato ha fatto più del suo dovere. Il p. m. ha proposto 10 mesi di carcere. Il Tribunale, sentiti i difensori, ha inflitto al Bellettato 7 mesi con la condizionale. Nell’udire la sentenza, la madre dell’imputato, presente in aula, è svenuta.
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