Riccardo Lombardi sui detenuti per obiezione di coscienza

Avanti!, lunedì 1 maggio 1972, pagina 7

Continuano le reazioni a seguito delle gravissime notizie diffuse nei giorni scorsi sulla situazione gravissima in cui si trovano, nelle carceri militari, i detenuti per obiezione di coscienza. Ieri ha preso posizione il compagno Riccardo Lombardi con questa dichiarazione: «La situazione dei giovani carcerati per obiezione di coscienza è un test delle condizioni intollerabili in cui si sta riducendo nel nostro paese l’amministrazione della giustizia – ha detto il compagno Lombardi – . E’ un segno di cosa siano in realtà l’ordine e la certezza del diritto per i fautori della centralità o del centrismo: una repressione legalizzata che tutti i sinceri democratici sono chiamati a condannare perché offende i più profondi valori del vivere civile e apre le porte a quell’altra forma di repressione violenta che già sconfiggemmo con la Resistenza».

Il compagno Lombardi ha anche inviato un telegramma al Presidente del Consiglio, Andreotti e al Ministro della Difesa Restivo. Ecco il testo: «L’intollerabile situazione che si è determinata nelle carceri militari di Peschiera e di Cagliari, rende indispensabile tuo immediato intervento per fa cessare il clima di vessazione e di provocazione a cui sono sottoposti i giovani detenuti per obiezioni di coscienza. Prima ancora che un atto di giustizia, chiedo un intervento che elimini condizioni veramente indegne di un paese civile».

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