Quale obiezione di coscienza?

Azione Nonviolenta, n. 5-6 maggio-giugno 1971, pagina 7

Cosa intendiamo per obiezione di coscienza
Gli eserciti, contrariamente a quanto affermato nelle leggi e nei regolamenti, sono sempre serviti per aggredire altri popoli (la storia lo dimostra) e per mantenere,
con la forza ed il terrore, l’ordine interno costituito, voluto dai detentori del potere.
In Italia tale enorme strumento di morte e di oppressione costa oltre 4 miliardi e mezzo al giorno, in una situazione di incredibile carenza di servizi sociali indispensabili (scuole, ospedali, case, ecc.).
L’ obiezione per motivi di coscienza a partecipare e a riconoscere la giustezza dell’esistenza dell’esercito è dunque, oltreché un fatto morale individuale anche e
soprattutto una presa di posizione che ha valore sociale contro la politica militare dello Stato.
Che l’obiezione di coscienza abbia oggi assunto soprattutto questo significato politico contro l’autoritarismo dello Stato lo dimostrano anche le dichiarazioni degli
ultimi obiettori. Alcuni di essi, infatti, pur avendo i requisiti per poter usufruire della legge Pedini, l’hanno rifiutata in quanto «classista e mistificante», cioè sottostante alla stessa logica del servizio militare.
L’obiezione di coscienza è dunque un momento della lotta antimilitarista e antiautoritaria.

A CURA DEI GRUPPI VENETI ADERENTI ALLA
LEGA PER IL RICONOSCIMENTO DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA

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