Processi per obbiezione di coscienza

Azione Nonviolenta, n. 10-11-12 ottobre-novembre-dicembre 1965, pagine 7-9

Nel numero crescente di casi di obbiezione di coscienza verificatisi nel nostro Paese (di cui non si riesce ad avere notizia precisa che per una percentuale esigua), si sono particolarmente imposti all’attenzione dell’opinione pubblica quelli recenti dei giovani milanesi Ivo Della Savia, anarchico, e Giorgio Viola, cattolico.
Un preliminare originale aspetto di questi due casi è costituito dal fatto che le obbiezioni sono state condotte congiuntamente. I due giovani infatti, che dovevano presentarsi alla chiamata per il servizio di leva nello stesso giorno, hanno deciso di agire insieme per presentare un’obbiezione di gruppo (dovevano essere inizialmente in tre, poi il terzo, socialista libertario, ebbe rinviata la chiamata), che servisse a mettere in risalto nell’obbiezione di coscienza, non tanto il carattere fin qui accentuato di fatto soggettivistico, legato a singolari motivazioni personali e quasi private, ma il suo ambito oggettivo, di espressione d’una coscienza e di un’esigenza collettiva abbracciante persone di posizioni ideologiche fin contrastanti, accomunate nel ripudio della preparazione alla guerra.

[…]

Continua a leggere l’articolo nell’archivio digitalizzato di AN: Azione Nonviolenta ottobre-novembre-dicembre 1965