Processi a obiettori. Sotto accusa giurisdizione e procedura militare

Azione Nonviolenta, n. 7-8 luglio-agosto 1972, pagine 8-9

La tenace battaglia che il fronte antimilitarista ha avviato negli ultimi tempi contro l’incostituzionalità e l’illegalità dei tribunali e delle procedure penali militari ha
segnato un punto pratico a favore il 15 giugno, nell’udienza presso il tribunale militare di Padova in cui venivano processati gli obiettori Alberto Trevisan, Matteo Soccio e Alberto Gardin. Accogliendo una ineccepibile istanza della difesa, il tribunale ha emesso un’ordinanza di nullità del processo, per l’illegalità dei mandati di cattura emessi contro gli imputati: infatti i mandati erano stati spiccati senza che fosse stata loro preventivamente comunicata l’esistenza del procedimento penale a carico e in tal modo privandoli anche della condizione di nominarsi un difensore al momento della cattura. Con questa ordinanza un tribunale militare ha per la prima volta riconosciuto il dovere di adeguarsi alle norme dettate dalla Corte Costituzionale e già recepite dalla giurisdizione ordinaria, a garanzia dei diritti della difesa.

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