L’Unità, lunedì 12 dicembre 1988, pagina 1 e 3
BOLOGNA Il XXIV congresso della Fgci si è concluso ieri a Bologna con l’approvazione del nuovo statuto, dei «progetti obiettivo» e di parte del «manifesto politico-culturale» (altri emendamenti al «manifesto» saranno discussi dal Consiglio nazionale). Nel corso della manifestazione conclusiva, al Palasport, hanno parlato Achille Occhetto, il segretario del Pci bolognese Mauro Zani e il neosegretario della Fgci Gianni Cuperlo.
Occhetto ha preso le mosse dal difficile rapporto tra i giovani e la politica per delineare i caratteri di una nuova sinistra di alternativa che sappia dare voce «alle aspirazioni, alle sofferenze e anche alle illusioni» delle giovani generazioni. In polemica con il governo De Mita, il segretario del Pci ha denunciato «la tendenza all’affermazione di un nuovo doroteismo che sollecita il Psi ad un patto consociativo e di potere» e ha invitato laici, radicali verdi e socialisti a lavorare per «mandare la Dc all’opposizione». Una parte ampia del discorso di Occhetto è dedicata alle novità sconvolgenti che si profilano sulla scena mondiale, soprattutto per impulso di Gorbaciov. Diventa attuale, dice Occhetto, la prospettiva di un «coordinamento planetario» che dia risposte ai problemi del sottosviluppo e della pace. E ritrova slancio l’idea del socialismo come «autogoverno dell’uomo nella giustizia e nella libertà».
Sul servizio di leva la proposta di Occhetto è drastica: dimezzarne la durata e riqualificare l’addestramento in chiave di protezione civile. Ma non basta: «Si può, si deve immaginare il nuovo». Ciò significa una «trasformazione radicale» che ridefinisca il servizio di leva come «servizio di difesa civile» e che ristrutturi la difesa militare tenendo conto che «aumentano le funzioni professionali».
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Fabrizio Rondolino
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