Obiezione di coscienza, accordo tra enti e ministero

La Repubblica, 10 dicembre 1986 pagina 6

ROMA- Sull’obiezione di coscienza è stato raggiunto un accordo nel corso di un incontro svoltosi ieri a Palazzo Barberini tra il ministro della Difesa, Giovanni Spadolini, e i rappresentanti degli enti religiosi e civili convenzionati con il ministero per l’impiego degli obiettori Al centro dei colloqui la nuova circolare sull’obiezione, che sostituisce quella emanata dalla direzione generale della leva nel giugno scorso e che tiene conto delle raccomandazioni contenute nella risoluzione approvata il 26 novembre dalla commissione Difesa della Camera e degli elementi previsti nel disegno di legge sul servizio militare in via di approvazione a Montecitorio.

Mentre a Palazzo Barberini si sigla l’accordo, il Popolo di oggi, in un corsivo firmato «Jorick», risponde ai rilievi fatti dalla Voce repubblicana su quanto affermato dai giovani democristiani sulla obiezione di coscienza. Difendendo le critiche sulla gestione degli obiettori di coscienza avanzate a Lanciano, Jorick scrive che «i cavilli e le interpretazioni burocratiche, il fiscalismo nei confronti degli enti gestori del servizio civile hanno provocato una vasta protesta degli interessati, di associazioni cattoliche e laiche e hanno convinto il Parlamento ad una revisione della legge che è in corso avanzato e hanno indotto il ministero a revocare la circolare già emanata».

Intanto comincerà subito dopo la conclusione della sessione di bilancio al Senato l’esame, da parte della commissione Difesa del disegno di-legge sul servizio militare femminile. Nel provvedimento si specifica che la donna è esclusa dalle attività e dagli incarichi di combattimento: tuttavia il governo «rimette la decisione finale specifica su questo punto al Parlamento, arbitro di arrivare a quella parità assoluta che molti settori del movimento femminile auspicano». L’onere del provvedimento è stato calcolato in circa nove miliardi, di cui tre per il triennio 1987-89».

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