Obiettori? Falciate l’erba

Avvenire, giovedì 6 giugno 1991

 

Roma. Obiettori utilizzati da un comune per falciare l’erba dei giardini pubblici invece che in compiti assistenziali e sociali. Obiettori fatti lavorare in un istituto per handicappati al posto di infermieri professionali pur non avendo alcuna preparazione specifica. La conferma che qualcosa non va nell’attuale gestione del servizio civile. Ma la denuncia non viene dai “nemici” dell’obiezione di coscienza. Sono invece gli stessi obiettori che, di fronte alla irregolarità degli enti convenzionati e al silenzio dei distretti militari, prendono carta e penna e, spesso in collaborazione con la Lega obiettori di coscienza, denunciano i fatti che li vedono coinvolti. Una dimostrazione in più che sono loro stessi a voler fare un servizio serio.

Obiettori per falciare il prato. Angelo Maffi e Andrea Guadagni non credevano alle parole che l’impiegato comunale stava dicendo loro. Appena arrivati presso il comune di Virgilio, in provincia di Mantova, dove erano stati inviati dal distretto per compiere il loro anno di servizio civile, avevano chiesto chiarimenti sui loro compiti. E il solerte impiegato aveva detto loro di falciare l’erba dei giardini pubblici perché per ora non avevano altro incarico da assegnare loro. Inutile contestare, inutile ricordare che la convenzione tra il comune e il ministero della Difesa prevedeva l’impiego degli obiettori “nei servizi assistenziali e sociali”. Così per due mesi Angelo e Andrea hanno diligentemente falciato parchi e giardinetti in attesa di fare qualcosa di più utile. Poi hanno preso coraggio e sono andati a denunciare il fatto al distretto militare, sperando in una reazione positiva. Sbagliavano.

Al distretto dicono che tutto è regolare, che non ci sono problemi: continuino pure a falciare l’erba. Ma i due non si arrendono. Scrivono alla Loc dove consigliano di farsi mettere per iscritto le loro mansioni. E così fanno. Ma il solito impiegato comunale non si impressiona e, il 2 maggio, scrive, col classico burocratese ai limiti del ridicolo, «le istruzioni alle quali le SS.LL. dovranno scrupolosamente attenersi, secondo il piano d’impiego disposto dalla Giunta comunale: l) Con effetto immediato e fino a nuovo ordine, dovranno affiancare il personale operaio nell’espletamento di mansioni riguardanti lo sfalcio dell’erba nelle aree attrezzate a verde pubblico. 2) Nei giorni di pioggia o di cattivo tempo dovranno curare il disbrigo di alcune mansioni d’ufficio, secondo le direttive che verranno impartite volta per volta». Nessun equivoco quindi: falciare l’erba, salvo maltempo. Ma i due tornano alla carica, spiegano di voler fare lavori nel settore di loro assegnazione. E qualcosa ottengono. Forse, a settembre, ci sarà qualche possibilità. Per ora continuino a falciare. Mentre tanti enti convenzionati, prima fra tutti la Caritas, si lamentano perché il ministero della Difesa non concede tutti gli obiettori necessari a coprire incarichi molto più utili, a fianco di tossicodipendenti, handicappati, stranieri, emarginati. Ma la politica della Difesa è un’altra: accontentare tutti gli enti, mandando così obiettori a tutti, anche a chi non sa come usarli.

Obiettori al posto degli infermieri. Francesco De Agostini, Marco Paolo Musselli e Denis Cucina sono da pochi mesi in servizio civile presso la «Casa famiglia Il Caminetto» di Como, un istituto per handicappati tra i più cari, come retta, della regione. Ma dopo pochi giorni si accorgono che non è tutto oro quel che luccica. Molto spesso sono obbligati ad accompagnare fuori dall’istituto gruppi di degenti affetti da gravi problemi psichici, senza alcuna assistenza di personale infermieristico specializzato. E loro tre non hanno alcuna preparazione specifica. E cosi devono affrontare fatti decisamente gravi come una crisi epilettica o un’aggressione verso un passante. Ai tre appare evidente che, in violazione della legge, vengono utilizzati al posto di personale dipendente: un bel risparmio per l’ente a spese dello Stato. A questo punto anche loro prendono carta e penna e scrivono dei lunghi rapporti al distretto militare e rendono nota la loro situazione ai giornali locali. Compaiono alla fine di aprile i primi articoli, i verdi presentano un’interrogazione parlamentare. Per tutta risposta la proprietaria-direttrice dell’istituto li sbatte fuori dalla porta. Ma a dar loro ragione arriva proprio il distretto. Prima assegnandoli nel giro di appena 24 ore ad altri enti e poi sospendendo la convenzione con “Il Caminetto”. E l’iniziativa arriva direttamente dal ministero… A firmare le ordinanze è Ugo Pescatori, capo divisione dei servizi alternativi al servizio militare di leva. Ed è solo il primo passo. Sempre alla Loc il ministero risponde che l’intenzione è di revocare la convenzione.

Gli obiettori, quindi, hanno ragione nel chiedere la rapida approvazione della riforma della legge sull’obiezione, bloccata due settimane fa dalle contestazioni di Pri, Msi e Psi. E per spingere verso l’approvazione, padre Angelo Cavagna ha iniziato ieri un digiuno ad oltranza, salvo la vita.

«Resistenze e blocchi – ha detto – minacciano di compromettere l’esito della riforma».

 

Antonio Maria Mira

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