Obiettori di coscienza per gli handicappati

Il Giorno, martedì 23 aprile 1974

Per un mese trenta obiettori di coscienza impareranno come si assiste un handicappato. Poi saranno assegnati presso gli enti che ne hanno fatto richiesta dove
rimarranno per altri 23 mesi: avranno cosi adempiuto alla loro «ferma» pacifica facendo salvi principi religiosi e convinzioni morali e rispettando la legge.
I trenta che sono «partiti» oggi per il centro di addestramento di Capodarco, dove don Franco Monterubbianesi ha animato una attivissima comunità, costituiscono soltanto il primo dei gruppi di obiettori riconosciuti dal ministero della Difesa ed attribuiti ad un corso di formazione. Altri venti andranno ad Ivrea
il 15 maggio; un altro scaglione in giugno a Trieste all’ospedale psichiatrico per essere poi destinato a servizi di assistenza domiciliare e sociale.
Con i trenta di Capodarco è andata in vigore la prima convenzione sottoscritta dalla lega degli obiettori di coscienza con il ministero della Difesa, in esecuzione
della legge Marcora.
Dopo il corso presteranno servizio civile presso l’associazione di assistenza agli spastici, la «Casa del fanciullo» di Bogliano, il gruppo volontari cristiani di Bologna, l’istituto «Don Calabria» di Verona, il «Mater Dei» di Napoli e l’Ospizio Civile di Piacenza.
Alla «lega» stamane il direttore della Comunità di Capodarco, il senatore Venanzetti (PRI) e Francesco Cicciomessere (radicale) hanno sottolineato l’importanza
dell’avvenimento che schiude ai giovani in età di leva la strada di un servizio civile non armato, ugualmente utile alla comunità nazionale e costituisce il riconoscimento del diritto di ciascuno di «optare» per la soluzione più vicina alle idee professate.
Cicciomessere che è l’animatore della «lega» ha indicato nella diversa estrazione dei primi obiettori ammessi al servizio civile (studenti, insegnanti, contadini, medici) le ragioni della contestazione mossa al ministero che intendeva avviare tutti a prestare il loro servizio nei vigili del fuoco: «Gli obiettori – ha detto
Cicciomessere – non rifiutavano in linea di principio questa destinazione, ma chiedevano che essa rappresentasse una delle opzioni e che le differenti possibilità di
impiego tenessero canto delle loro attitudini sociali e professionali».
Il problema è adesso risolto. Il ministero della Difesa, sul quale banno esercitato forti pressioni anche i sindacati, ha accettato inoltre che gli obiettori prestino
servizio al di fuori degli organici degli enti, inquadrati in una moderna visione dell’assistenza agli handicappati fisici e sensoriali ed agli emarginati. Per ora ne sono
stati riconosciuti ufficialmente 174. Altri 300 sono in attesa dell’esame delle loro domande da parte dell’apposita commissione ministeriale. Ad ognuno sarà assegnata come per i soldati una paga di 500 lire al giorno. Altre 1000 andranno agli enti prescelti per il servizio civile: serviranno per il mantenimento dei giovani.

Nicola Fruscione

 

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