Obiettori di coscienza in museo

La Repubblica, venerdì 28 giugno 1991, pagina 25

 

ROMA-Invece di accudire anziani e malati di mente, vigileranno su statue e dipinti. Anziché sorvegliare boschi e foreste, si prenderanno cura di sculture e antichità. Nei musei arrivano gli obiettori di coscienza e per la prima volta le gallerie d’Italia non chiuderanno per ferie. Ieri il ministero dei Beni Culturali e il ministero della Difesa hanno firmato un protocollo d’intesa che prevede l’impiego di 2.385 giovani in servizio civile presso tutte le «grandi e piccole istituzioni d’arte e di stona del nostro paese».

Il loro lavoro dovrebbe affiancarsi a quello del personale in organico e ai 1.939 custodi trimestrali che saranno assunti nei prossimi giorni con contratti a termine per il periodo estivo. Almeno sulla carta quindi, nel momento di massima affluenza turistica, l’accesso alle nostre pinacoteche e raccolte di capolavori non dovrebbe più essere una corsa ad ostacoli, tra orari impossibili e gimkane dì divieti e sbarramenti. Anche se per ora l’arrivo dei rinforzi sarà graduale, visto che almeno ai primi dì luglio nei musei saranno distaccate soltanto poche decine dì obiettori.

Non si tratta infatti di militari. I nuovi tutori del patrimonio artistico dì casa nostra saranno giovani che scelgono in partenza il servizio civile, e non contingenti spostati dall’esercito al guardaroba degli Uffizi o dell’Accademia. Nella frescura estiva delle nostre gloriose gallerie non spunteranno elmetti dietro i busti di marmo, e tute mimetiche accanto a dipinti supremi dell’arte italiana. L’accordo siglato ieri da Francesco Sisinni, direttore generale dei Beni Culturali e da Franco Faina del ministero della Difesa non promette una stagione dì musei guardati a vista dall’esercito tricolore, ma annuncia al contrario il pacifico impiego, a partire dal prossimo luglio di giovani di leva tn veste di custodi.

Una lettera aperta

«Gli obiettori di coscienza non sostituiranno i custodi – ha-detto Sisinni – ma avranno una funzione di supporto in servizi come la·libreria, la biglietteria e il guardaroba».

La precisazione del direttore dei Beni Culturali è importante. Perché, a giudicare dalle prime reazioni l’accordo tra la Difesa e i Beni Culturali non piace a tutti. A cominciare dai diretti interessati, la lega degli obiettori di coscienza, che in una lettera aperta a Cgil, Cisl e Uil chiede «un immediato intervento dei sindacati contro l’impiego di giovani un servizio civile nei musei, che costituisce un fatto gravissimo, in aperto contrasto con le normative che regolano il mercato del lavoro e i diritti sindacali. Gli obiettori di coscienza scrivono Claudio Di Blasi e Massimo Paolicelli della lega – si rifiutano di coprire le carenze dì organico dell’amministrazione statale, a discapito di molti giovani disoccupati».

Dello stesso parere anche i Verdi, che con una interrogazione ai ministri della Difesa, dei Beni Culturali e del Lavoro, hanno chiesto di soprassedere dall’accordo «in modo da non creare forti tensioni sindacali, e per evitare conseguenze penali e giudiziarie alle istituzioni statali che con accordi del genere contravvengono gravemente alla normativa vigente in tema di diritti sindacali e del lavoro». Il comunicato rileva che così verrebbero sottratti posti di lavoro.

Oltretutto, secondo i Verdi, «i giovani potrebbero essere utilizzati in chiave antisindacale in caso di agitazioni del personale, dato che sono sottoposti a disciplina militare».

L’orario di lavoro

Ma il sindacato non sembra sul sentiero di guerra. Alla Cgil sottolineano di «non avere alcuna prevenzione nei confronti dell’impiego civile dei giovani di leva nei musei. Bisogna vigilare però che non si proceda in questo modo a sostituire il personale che deve essere assunto in organico e che il protocollo venga osservato alla lettera. Dovremo approfondire bene – precisano i funzionari della Cgil, quali servizi saranno chiamati a svolgere gli obiettori in queste istituzioni».

Ma il protocollo firmato dai due ministeri al punto 7 dice chiaramente che i giovani in servizio civile «non saranno impiegati in posti di organico o di sostituzione del personale, impiegatizio od operaio, che il ministero sia tenuto ad assumere in esecuzione·alle leggi sul lavoro».

Per custodire i tesori dell’arte saranno chiamati i giovani che, nei momenti della scelta civile al posto della leva militare, hanno indicato la storia e la cultura come aree vocazionali nelle quali essere impiegati. Tutto questo non prima del 15 luglio perché, ha chiarito Francesco Faina, direttore generale del ministero della Difesa, «le richieste relative alla leva civile sono quasi ventimila l’anno e quasi tutte quelle avanzate per il 1990 hanno già trovato una collocazione presso enti o istituti, ai quali non è nostra intenzione sottrarre nessuno.

Dal punto di vista dei doveri il servizio civile nei musei durerà esattamente come quello previsto in altre istituzioni, la «paga» sarà quella stabilita per i militari di levai mentre l’orario di lavoro dei nuovi addetti alla tutela del patrimonio artistico, sarà lo stesso del personale dei Beni Culturali e cioè un minimo di 36 ore settimanali. Infine, ha annunciato Franco Faina, «ogni obiettore non potrà essere assegnato a un museo distante più di 300 chilometri dalla sua città».

Maria Novella De Luca

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