L’Unità, venerdì 25 settembre 1964, pagina 5
Due proposte di legge, che prendono in considerazione il caso degli obiettori di coscienza, sono state presentate alla Camera dei Deputali, nel marzo di quest’anno, ed ora attendono di essere discusse e varate.
L’una, che denomineremo «proposta Basso» dal nome del primo firmatario, si intitola «Provvedimenti per gli obiettori di coscienza»; l’altra, che denomineremo, per la stesa ragione, «proposta Pistelli», si intitola «Riconoscimento giuridico dell’obiezione di coscienza».
Entrambe sono state sopperite dal ripetersi, in Italia, di episodi numerosi di obiezione di coscienza che – in questi ultimi tempi – hanno richiamalo l’attenzione della opinione pubblica sul problema.
L’ultimo di questi episodi che ha contribuito alla presentazione dell’una e dell’altra proposta di legge portò alla condanna di padre Ernesto Balducci il cui operato, però, fu ritenuto legittimo unanimemente, tranne che dall’autorità giudiziaria.
Da un riferimento cronologico della relazione Basso, si apprende che il caso degli obiettori di coscienza fu preso in considerazione sin dalla prima legislatura da una proposta di legge Calossi-Giordano, che però non ebbe seguito, come non l’ebbe l’altra presentata dallo stesso Basso nella legislatura scorsa.
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Giuseppe Berlingieri
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