L’Unità, lunedì 10 settembre 1962, pagina 2
Dal nostro inviato
BORDIGHERA, 9.
Si è concluso nella «Chiesa anglicana» il dibattito pubblico sul diritto alla obiezione di coscienza e sul problema del metodo non violento. Relatori sono stati il professor Raffaello Monti, che ha trattato il problema del riconoscimento giuridico dell’obiettore di coscienza, di colui che rifiuta di indossare la divisa militare e non vuole uccidere, ed il professor Aldo Capitini sui problemi del metodo non violento.
Al dibattito sono intervenuti l’avvocato Bruno Segre, direttore dell’«Incontro», e che nel 1949 difese in tribunale Pietro Pinna, il primo obiettore di coscienza, lo scrittore Guido Seborga, Don Gaggero ed altri.
Il professor Aldo Capitini ha precisato che il metodo non violento è una forma di critica e di rivolta alla società attuale, alle sue strutture di sfruttamento e di oppressione. Il movimento di «non violenza» deve venire dal popolo, per imporre una trasformazione delle attuali strutture.
(…)
g.l.
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