Lacune informative e inesattezze pubblicate sulla stampa italiana

Servizio Civile, n. 5 settembre-ottobre 1985, pagine 16-17

Il 17 luglio scorso il neo Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, tra i primi interventi adottati a soli 15 giorni dall’inizio del suo settennato, decideva di sottoscrivere provvedimenti di grazia a favore di 48 detenuti obiettori di coscienza renitenti alla leva.
All’indomani, la notizia veniva ampiamente riportata sugli organi di stampa, che diramavano altresì il contenuto – reso pubblico dal Servizio stampa del  Quirinale – di una lettera inviata dallo stesso Presidente Cossiga al Ministro della Difesa Giovanni Spadolini, per sollecitare, secondo quanto disposto dalla legge 28 aprile 1983, n. 167, «in alternativa alla espiazione della condanna in detenzione nel carcere militare, l’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale presso un ufficio o un ente pubblico non militare».
Nella medesima lettera il Presidente della Repubblica prospettava «che per l’intanto la giustizia militare meglio provveda – anziché con generalizzate proposte di grazia – con il più congruo e pertinente rimedio della libertà condizionale, applicabile in tali casi sulla base di quanto consentito dal decreto legislativo 11 dicembre
1946, n. 653, previa domanda, ad avvenuta espiazione della metà della pena».

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Roberta Gisotti

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