Azione Nonviolenta, n. 7-8 luglio-agosto 1969, pagine 7-9
Tre disegni di legge per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza sono stati elaborati nella presente Legislatura (non sappiamo se tutti già presentati al
Parlamento) rispettivamente dal sen. Anderlini e altri del gruppo dei socialisti autonomi, dal sen. Marcora, DC, e dall’on. Fracanzani e altri, DC.
Dall’analisi dei tre progetti emergono i seguenti fondamentali rilievi:
l. Modalità per il riconoscimento dell’obiettore. Il progetto Anderlini segue la via del riconoscimento soggettivo, cioè prevede il funzionamento di speciali commissioni che – ai fini dell’eventuale esenzione dal servizio militare – preventivamente giudichino se chi si dichiara obiettore debba essere ritenuto tale ed abbia quindi titolo all’assegnazione al servizio civile alternativo. l limiti di questa forma di riconoscimento soggettivo sono stati da anni già segnalati e dibattuti; sono limiti di principio: il potere di costringere il cittadino a morire e uccidere è infondato, arbitrario, il cittadino non deve pertanto dare giustificazione a nessuno della sua volontà contraria all’addestramento alla guerra; e di procedura: è grandemente problematico giudicare di un fatto di coscienza, distinguere chi sia genuinamente obiettore o no; il riconoscimento soggettivo è esposto ai più pesanti condizionamenti, ad arbitri e favoritismi.
Pietro Pinna
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