In libertà l’obiettore di coscienza a Firenze

L’Unità, martedì 29 gennaio 1963, pagina 2

Le porte del carcere militare della Fortezza Da Basso, si sono oggi aperte di fronte a Giuseppe Gozzini, il 26enne obiettore di coscienza, condannato due settimane fa a sei mesi di prigione dal Tribunale Militare di Firenze. II provvedimento è stato preso nel quadro della amnistia. Come si ricorderà il processo al Gozzini suscitò un certo scalpore data la eccezionalità del caso: Giuseppe Gozzini è stato infatti il primo cattolico a dichiarare la propria obiezione di coscienza. Venuta a scadere la proroga concessa agli studenti universitari – il Gozzini è ora laureato in giurisprudenza ed esercita pratica di procuratore legale – si presentò al CAR di Pistoia: qui egli si rifiutò di indossare la divisa militare.
II 20 dicembre fu tradotto di fronte ai giudici del Tribunale Militare di Firenze, ma il processo fu rinviato per un vizio di procedura, invocato dalla difesa, che in verità i giudici avrebbero benissimo potuto ignorare. Questo dette adito al dubbio che i giudici volessero prendere tempo, dato che il caso «scottava». Due settimane fa, comunque, il Gozzini fu condannato. Il processo accese una violenta e interessante polemica tra i cattolici intorno alla liceità o meno dell’obiezione di coscienza.
g.p.

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