Il principio di autorità e l’obbiezione di coscienza

Azione Nonviolenta, n. 12 dicembre 1967, pagine 6-8

Il grosso volume, forse l’opera più ampia dedicata all’obiezione di coscienza, rivela fin dall’inizio la sua impostazione e le probabili conclusioni a cui giungerà l’A. dopo un minuzioso esame di numerosi scritti di estrazione poco differenziata.
Infatti nella presentazione il Piola si compiace che il suo assistente, il quale è pure magistrato, abbia saputo «resistere alle pericolose tendenze esasperatamente soggettivistiche, proprie di questa delicata fase di evoluzione sociale», e non si sia lasciato influenzare da «deviazionismi religiosi, filosofici e politici» poiché il tema «si presta purtroppo ad equivoci nella impostazione e nella soluzione, tanto più se il dibattito viene sollevato per speculazione politica o è influenzato da pericolose nuove tendenze filosofiche o religiose (come qualche clamoroso episodio insegna)». Il docente universitario conclude affermando che: «Il “sacro dovere” della difesa della Patria, non mai rinnegato dalla dottrina cristiana ( … ) si armonizza » agli «altissimi insegnamenti dei Pontefici e segnatamente di Pio XII, l’immortale “Defensor Civitatis” ».

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Claudio Venza e Daniela Nice

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