Azione Nonviolenta, n. 4-5 aprile-maggio 1967, pagine 6-7
Quando si parla di obbiettori di coscienza, bisogna considerare la prospettiva del tempo, altrimenti ne nasce una confusione.
Proprio pochi mesi fa – nell’autunno del 1965 – gli obbiettori di coscienza, in massima parte, venivano da basi religiose radicali. Erano Quaccheri, Mennoniti e Fratelli, con pochi, anzi pochissimi, di altre comunità religiose. Se vi erano o. d. c. che dichiaravano di basarsi sulla loro educazione e fede religiosa, essi tendevano ad avere uno sfondo socialista o di altri partiti politici radicali.
Con la crescente intensità della «non-guerra » nel Vietnam venne un aumento del numero di giovani che si dichiaravano avversi, per coscienza, a qualsiasi forma di
guerra, e che nello stesso tempo obbiettavano in particolare all’avventura americana nell’Asia Orientale.
Non aumentò soltanto il numero degli o. d. c., ma anche la diversità delle loro basi di origine; contemporaneamente, però, la loro posizione divenne quasi uniforme, in quanto gli o. d. c. di oggi non agiscono in base ad una tradizione religiosa. Essi chiedono l’esenzione perché come moralisti e umanisti si rifiutano di uccidere e, incidentalmente, di essere uccisi. Essi si proclamano – e pare che lo siano – persone che portano una nuova specie di lealtà alla nazione, una lealtà che sostiene che una effettiva difesa nazionale non richiede, né permette, forze armate e il loro impiego in guerra.
[…]
Francis Heisler
Continua a leggere l’articolo nell’archivio digitalizzato di AN: Azione Nonviolenta aprile-maggio 1967
