Azione Nonviolenta, n. 1 gennaio 1964, pagina 2
Una decisione pratica presa al Seminario di Perugia dell’agosto scorso sulle tecniche della nonviolenza fu la costituzione di un gruppo di azione diretta nonviolenta. Tra i partecipanti allo stesso Seminario si formò all’uopo un nucleo iniziale composto di sei persone, di diverse città – Perugia, Ferrara, Rovigo, Milano, Bologna -, responsabile della coordinazione Pietro Pinna della segreteria del Movimento nonviolento per la pace.
Furono quindi tenute un paio di riunioni preparatorie, che servirono ad affiatare tra loro i membri del G.A.N. (sigla del gruppo di azione diretta nonviolenta) e a porre all’esame le diverse possibili prospettive di azione immediata. Si decise per scelta unanime di sostenere una campagna per l’obiezione di coscienza; motivi determinanti della scelta: la pressante attualità del problema – visto anche il ripetersi di condanne e incarceramenti di giovani obiettori – e il fatto che membri del G.A.N. vi sono personalmente coinvolti quali obiettori di coscienza essi stessi; e la fertile occasione che l’applicazione a quel problema avrebbe offerto ai membri del gruppo per l’approfondimento e la piena maturazione dei temi sostanziali della nonviolenza, che nell’obiezione di coscienza trova appunto una delle sue attuazioni più caratteristiche.
[…]
Pietro Pinna
Continua a leggere l’articolo nell’archivio digitalizzato di AN: Azione Nonviolenta gennaio 1964
