II vescovo di Ivrea difende l’obiezione

La Stampa, mercoledì 19 dicembre 1973, pagina 15

Roma, 18 dicembre. Monsignor Luigi Bettazzi, vescovo di Ivrea, guiderà nella notte del 31 dicembre la «marcia di Capodanno», indetta dalla sezione italiana del movimento «Pax Christi», di cui egli stesso è presidente. La marcia, che negli anni passati ha toccato località della Lombardia, del Veneto, dell’Abruzzo, Piemonte e Sicilia, si svolgerà in questa sua sesta edizione in Toscana, tra Sagginale e Borgo San Lorenzo, lungo un tragitto di sei chilometri.

In aderenza al messaggio per la giornata della pace 1974 di Paolo VI, sull’argomento centrale «La pace dipende anche da te», la «marcia», ha spiegato ai giornalisti monsignor Bettazzi, vuole essere un richiamo alla pubblica opinione su tre temi: quello della scuola, per sollecitare un impegno comune per il rinnovamento di metodi, strutture e contenuti, quello della pace e quello infine della vita stessa della Chiesa «perché proceda nella via aperta dal Concilio» con la maggiore maturazione «di tutte le componenti del popolo di Dio, non ridotto a esecutore o collaboratore di una pastorale elaborata in esclusiva dal clero».

Quanto al secondo tema, quello della pace, monsignor Bettazzi ha dichiarato: «La tensione autentica per una atmosfera più convinta della necessità e del dovere della pace, di un amor di patria che si esplichi nello spirito di servizio per opere di solidarietà civile con i settori più disagiati della popolazione prima ancora che nell’educazione alla violenza e alla guerra, troppo spesso strumento di repressione a vantaggio delle categorie e dei popoli già privilegiati, trova un riscontro nel ragionato antimilitarismo di don Milani, quale si manifesta nei suoi scritti ed in particolare si rivelò nel famoso processo che ebbe a subire per avere propugnato l’obiezione di coscienza; questo appare tanto più attuale nel momento in cui la legge italiani per il riconoscimento dell’obiezione, che così faticosamente ha accolto un’esigenza espressa dalla stessa Carta dei diritti dell’uomo, si trova praticamente affossata dalle difficoltà della sua attuazione e seriamente minacciata da proposte in corso, che vorrebbero lo stesso servizio civile entro le strutture dell’esercito e sotto la responsabilità delle autorità militari, annullando così praticamente lo spirito della legge stessa».

Questa mattina sette preti e una decina di «cristiani» hanno dato inizio in piazza Colonna a Roma ad un «digiuno penitenziale» per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e del governo sul problema dell’obiezione di coscienza. Mons. Bettazzi ha manifestato dinanzi ai giornalisti l’adesione sua e del movimento Pax Christi alla manifestazione. I loro autori proclamano, contro la decisione del ministero della Difesa di inviare tutti gli obiettori a fare i vigili del fuoco, per una durata di otto mesi superiore a quella del normale servizio militare, che per servizio civile si deve intendere l’assistenza e l’istruzione degli emarginati: «L’obiezione di coscienza — affermano — è un impegno concreto per la pace; come cristiani crediamo che una decisa lotta popolare non violenta sia l’unica alternativa possibile alla grave violenza degli eserciti».

f.p.

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