Servizio Civile, n. 1 gennaio-febbraio 1985
Il Dossier di questo numero è dedicato all’analisi comparata dei progetti di legge presentati in Parlamento riguardanti la riforma dell’obiezione di coscienza al servizio militare.
Il contributo degli obiettori di coscienza cattolici e di quanti hanno, stanno o sono in procinto di utilizzare la convenzione della Caritas Italiana al dibattito sulla riforma della legge, si esprime sostanzialmente su alcuni punti che rappresentano altrettanti questioni nodali: il riconoscimento dell’obiezione come diritto soggettivo e non solo come beneficio; la conseguente equiparazione del servizio civile a quello militare e dunque la pari durata: equiparazione doverosa per la dignità che ha assunto il servizio civile “alternativo” (e non sostitutivo) in presenza di una programmazione seria, impegnativa e pertinente; la definizione del ruolo
della commissione giudicatrice a semplice verifica della rispondenza oggettiva ai requisiti richiesti dalla legge, con esclusione di qualsiasi controllo sulle motivazioni personali morali o psicologiche. E ancora: l’introduzione del principio del silenzio-assenso, per cui entro i sei mesi dalla dichiarazione l’odc possa iniziare il lavoro
valido a tutti gli effetti legali; il pluralismo degli enti convenzionati sulla base di una documentata idoneità dei medesimi ad offrire serie garanzie di servizio civile, attraverso l’iscrizione ad un Albo nazionale degli enti riconosciuti idonei; l’autodeterminazione dell’odc nella scelta del proprio servizio all’interno dell’ente che ritiene più idoneo ad affiancarlo nel suo lavoro, con l’obbligo di un periodo di formazione introduttivo al servizio stesso.
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