I motivi di una scelta difficile

Servizio Civile, n. 6 novembre-dicembre 1985, pagina 4

Due obiettori di coscienza, Mauro Tornatore e Pietro Follador, in servizio civile presso la Caritas Diocesana di Padova, hanno deciso di autoridurre la durata del loro servizio, equiparandola a quella della ferma militare. Per questo loro gesto probabilmente pagheranno con l’arresto e il carcere militare.
Varie sono le motivazioni di questa scelta:
In primo luogo la volontà di protestare contro l’obbligo per gli obiettori di coscienza di sostenere un servizio più lungo di ben otto mesi rispetto a quello militare,
come previsto dalla legge 772 del 1972 attualmente in vigore. Tale impostazione è evidentemente penalizzante per gli obiettori, perché considera il servizio civile come un lavoro meno valido ed impegnativo del militare ed è un deterrente per quanti lo vogliano scegliere.
In secondo luogo la scelta di Mauro e Pietro si qualifica come una concreta iniziativa di sollecitazione alla revisione della lege 772 in conformità a quanto richiesto ai Parlamenti e ai Governi Nazionali dalla Risoluzione del Parlamento Europeo sull’obiezione di coscienza del 7-2-83. Tale documento afferma che «la durata del servizio sostitutivo allorché esso viene effettuato in seno ad una amministrazione o ad un organismo civile, non debba eccedere quella del servizio militare ordinario…» (punto n. 5) e «ribadisce la necessità che le procedure siano tali da non comportare attese e complicazioni amministrative complementari, come ora spesso accade» (punto n. 7) e come Mauro e Pietro hanno sopportato e alle quali dovranno ancora assoggettarsi.

[…]

Padova – Comitato di appoggio agli autoriduttori

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