Firenze: vietata una manifestazione di «obiettori»

L’Unità, lunedì 2 dicembre 1963, pagina 5

FIRENZE. 1

II Comitato fiorentino per il riconoscimento giuridico della obiezione di coscienza ha oggi richiamato l’opinione pubblica alla necessità di modificare la legislazione vigente «per non lasciare all’Italia – come è detto in un comunicato – il triste privilegio di essere uno degli ultimi paesi a riconoscere la necessità di una legge simile, persino dopo la Francia di De Gaulle».
L’iniziativa rientra nel quadro della Giornata internazionale per i prigionieri di coscienza, promossa dal Movimento «non violento» per la pace, dal Movimento internazionale della riconciliazione. Da «Nuova Resistenza», dall’organizzazione «Conferenze popolari», dal «Centro comunitario Jerusalem», dall’Unione giovanile valdese.
Questi movimenti avevano chiesto in Questura l’autorizzazione a svolgere anche a Firenze una manifestazione che, secondo l’impegno degli organizzatori, sarebbe stata pacifica ed ordinata. Tre gruppi si sarebbero fermati in tre piazze centrali con manifesti illustranti la necessità di una tale legge, ed alia fine della mattinata si sarebbero ritrovati tutti in una di queste piazze per poi sfilare ordinatamente attraverso le vie del centro. La Questura non ha concesso l’autorizzazione per presunti motivi di ordine pubblico e di viabilità.
I gruppi promotori hanno allora deciso di protestare pubblicamente contro il provvedimento e di diffondere con manifesti il testo dell’appello che era alla base della manifestazione.

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