«Esercitarsi alla pace»

Avvenire, domenica 9 aprile 1989, pagina 4

ROMA. Il generale Cappuzzo era al culmine della vis oratoria. Non sarebbe stato neppure necessario inquadrarlo perché la voce riempiva la trasmissione. E la telecamera dedicava qualche fuggevole primo piano a padre Cavagna, che fremeva a sua volta, ma senza il dono (televisivo) della parola. Il religioso alzava il braccio come lo scolaretto che vuole dire qualche cosa, ma il maestro ossia il moderatore si appellava al poco tempo rimasto al programma per impedirgli di parlare. A un certo punto il conduttore, che era Giorgio Fossi, è parso sul punto di cedere, ma è stato Cappuzzo, allora, a volersi avvalere fino in fondo del suo diritto di parlare.

«Duello» la nuova trasmissione, dopo il tema (se l’uomo ha paura della donna), gratuitamente folle in sé e per il modo in cui è stato alimentato dai duellanti, Alberoni e Costanzo, nella seconda puntata si è fatto serio. Il servizio militare obbligatorio è ormai superato, o corrisponde ancora alle esigenze della società e della difesa nazionale?

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Viriglio Celletti

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