Dure critiche ai censori per il «no» a «Non uccidere»

L’Unità, domenica 3 dicembre 1961, pagina 3

Una nuova, autorevole condanna per l’operato dei censori, che hanno proibito la presentazione al pubblico di Non uccidere, è scaturita da un dibattito sul tema «Il film di Autant-Lara e I’obiezione di coscienza», svoltosi ieri pomeriggio a Palazzo Marignoli, sotto gli auspici dell’Associazione per la Libertà Religiosa in Italia. I relatori – Leopoldo Piccardi, Arturo Carlo Jemolo, Aldo Capitini – hanno infatti concordemente sottolineato come il problema dell’obiezione di coscienza, che dà sostanza morale al film, sia di pressante attualità anche nel nostro paese, onde non può non deplorarsi ogni tentativo di eluderlo. Leopoldo Piccardi, in particolare, ha affermato che l’atteggiamento dei singoli obiettori (dettato sempre da motivi etici e spesso da ragioni propriamente religiose) trova oggi un riscontro più vasto nello spirito pacifista, di opposizione alla guerra, che pervaqde larghissimi strati della popolazione.

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