Don Lorenzo Milani assolto dall’accusa di apologia dell’obiezione di coscienza

L’Avvenire d’Italia, mercoledì 16 febbraio 1966, pagine 1 e 2

ROMA, 15 – La quarta sezione penale del tribunale di Roma ha assolto oggi don Lorenzo Milani e Luca Pavolini, giudicandoli «persone non punibili in quanto il fatto loro attribuito non costituisce reato».
L’incriminazione del sacerdote, parroco di Barbiana, un piccolo borgo della provincia fiorentina, risale a poco meno di un anno fa, epoca in cui egli intervenne a favore degli obiettori di coscienza replicando ad alcuni cappellani militari che li avevano duramente criticati ed accusati di una colpa che, «estranea al comandamento cristiano dell’amore, è espressione di viltà». All’ordine del giorno contenente quelle accuse, che i cappellani sottoscrissero 1’11 febbraio 1965, in occasione del trentaseiesimo anniversario della Conciliazione tra la Chiesa e lo Stato, don Lorenzo Milani rispose con una lettera il 23 febbraio, lettera che, ripresa alcuni giorni dopo dal settimanale Rinascita, condusse all’incriminazione sia del sacerdote che del direttore del periodico comunista, dott. Luca Pavolini. A proposito della pubblicazione della lettera da parte di Rinascita, don Milani ha sempre sostenuto di non averla voluta mai o sollecitata ed ha anche sostenuto sempre di considerare il settimanale comunista non idoneo a prendere le difese di problemi di coscienza.

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Virgilio Celletti

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