Critici ambientalisti e obiettori di coscienza

Il Mattino, lunedì 5 giugno 2000

Poche le voci contrarie alla parata militare di ieri. Tra i politici hanno diserato la manifestazione gli esponenti di Rifondazione e i Verdi.

Poi ci sono state delle critiche da Lega Ambiente. «L’ultima domenica a piedi di primavera avrebbe potuto essere realmente la festa verde della Repubblica, se avesse permesso ai cittadini di passeggiare tranquillamente in tutto il centro storico e nelle piazze d’arte, invece gran parte di Roma è risultata accessibile solo ai militari e alle alte cariche che hanno assistito alla sfilata militare» accusa il presidente di Legambiente, Ermete Realacci.

«La Repubblica siamo anche noi»: questo lo slogan che campeggiava sullo striscione che alcuni obiettori di coscienza, con un blitz organizzato dopo il sit-in di fronte a Palazzo Chigi, hanno aperto su Via dei Fori Imperiali proprio durante la parata militare, poco lontano dal palco delle autorità «riuscendo ad eludere la sorveglianza indisturbati», hanno riferito.

«Un gesto – hanno dichiarato Massimo Paolicelli presidente dell’Associazione obiettori non violenti e Roberto Minervino segretario della Lega obiettori di coscienza – per denunciare la forte parzialità di una repubblica che si festeggia solo con una anacronistica parata militare».

Infine Raffaele Costa, deputato di Forza Italia: «Balzava agli occhi nei dintorni un traffico di auto blu quale non si vedeva dall’incoronazione di Cesare Augusto. Mi è parso uno spettacolo esteticamente gradevole, costoso, ma un pò fuori del tempo».

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