Servizio Civile, n. 5 settembre-ottobre 1984, pagina 20
Egr. Dr. Avv. FILIPPO MANCUSO
Presidente della Commissione
per l’Obiezione di Coscienza
P.le K. Adenauer, 3
00144 ROMA
Egregio Signor Presidente, la notizia del mandato a Lei conferito di presiedere la Commissione giudicatrice delle domande di obiezione di coscienza, ci induce a scriverle per illustrarle alcuni gravi problemi dell’attuale fase di applicazione della legge 772 nella prospettiva di una graduale soluzione degli stessi.
La Caritas Italiana è, come forse Lei saprà, uno degli enti convenzionati con il Ministero della Difesa per l’impiego di obiettori di coscienza. Tra i vari enti, la Caritas è quello che impiega il numero maggiore di obiettori (circa un migliaio ogni anno) in servizi di aiuto e assistenza alle persone più emarginate. A questi compiti di promozione umana la Caritas cerca di assolvere in modo non superficiale o episodico, ma attraverso un impegno, che è della Chiesa italiana nel suo
insieme, consapevole delle radici della povertà e dell’emarginazione del nostro Paese. Gli obiettori Caritas si inseriscono infatti in progetti di assistenza per i quali si rende necessario un apposito periodo di preparazione, curato dalle singole Caritas diocesane, e rivolto a fornire una conoscenza completa dei bisogni e delle necessità alle quali si tenta di dare una risposta.
Questa preparazione ad affrontare situazioni esistenziali assai difficili (si pensi al problema delle tossicodipendenze o a quello dei dimessi dagli ospedali psichiatrici) costa sacrificio ed è svolta anteriormente all’ingresso in servizio senza onere alcuno per lo Stato e gli Enti locali.
[…]
Mons. Giovanni Nervo
Vicepresidente Caritas Italiana
Continua a leggere l’articolo in PDF: Servizio Civile 5-1984
