“C’è una maggiore sensibilità verso l’obiezione di coscienza”

Servizio Civile, n. 4 luglio-agosto 1985, pagina 4

L’intervista che pubblichiamo con il dottor Franco Faina, Direttore generale di Levadife, è stata ripresa dal numero 3/1985 dell’Agenzia ASPE (Agenzia di stampa sui problemi dell’emarginazione).

D. – Dr. Faina, di recente, a 12 anni dall’entrata in vigore della 772, sono stati finalmente resi pubblici i dati relativi all’odc, per i quali pareva esistere una
sorta di ‘segreto militare’. Perché tanto inspiegabile mistero?
R. – Il processo di maturazione che ha portato ad una maggiore sensibilità verso il fenomeno dell’obiezione di coscienza è stato lento e graduale, ma negli ultimi tempi sia l’autorità politica che quella burocratica hanno preso coscienza appieno della sua importanza. Io credo che occorra comprendere come non sia stata cosa facile fare accettare di buon grado l’odc in un Ministero come quello della Difesa, che ha una sua storia, una sua tradizione, un personale militare e civile che ha una sua mentalità. Detto questo, però, vorrei fugare ogni dubbio circa una sospetta reticenza dell’Amministrazione a far conoscere i dati relativi al fenomeno. Non di segretezza si trattava ma di insufficienze organizzative al nostro stesso interno, dovute a competenze non sempre ben distribuite, ad arretratezze tecniche e talvolta, anche a fratture tra le autorità politiche e quelle burocratiche. Ora la situazione sta migliorando e l’introduzione delle tecniche informatiche ci consentirà di avere un quadro della situazione costantemente più preciso ed aggiornato, che non avremo difficoltà a rendere sempre accessibile a chiunque lo desideri.

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