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I Rapporto sul servizio civile in Italia. 8 luglio 1999
 Autore: Consulta Nazionale Enti per il Servizio Civile  Anno: 1999  Pagine: 65
Descrizione:

Consulta Nazionale Enti per il Servizio Civile I Rapporto sul servizio civile in Italia. 8 luglio 1999 [edizione provvisoria]. Roma, 1999

Un anno è passato dal giorno in cui il Presidente della Repubblica promulgava il testo della nuova legge sull’obiezione di coscienza al servizio militare.
Fu festeggiata, un anno fa, come una data storica e liberatoria, come la nascita di un primogenito (o meglio, un secondogenito) atteso per anni, cercato e voluto per anni, e finalmente arrivato, dopo un iter di quattro legislature, dopo le frustrazioni del 1992, quando era parso di poter festeggiare la nascita della nuova normativa ma proprio all’ultimo passaggio tutto si era di nuovo fermato, tornando in alto mare, e proprio grazie ad un altro Presidente della Repubblica.
L’ultima tornata di lavori alla Camera, con gli ultimi emendamenti, il timore dei Parlamentari della Commissione Difesa nel ruolo di genitori della nuova legge, preoccupati che un emendamento in più, un cambiamento in più potesse ancora una volta complicare l’iter del provvedimento, costituire un nuovo, imprevisto ostacolo alla chiusura dei lavori; poi il passaggio in Senato, l’approvazione del testo in terza lettura senza inconvenienti, poi ancora la firma del Capo dello Stato, senza messaggi alle Camere questa volta, sta per firmare, ha firmato, no, non ci sono rilievi di sorta, poi il 15 luglio, la “Gazzetta Ufficiale” a chiudere in modo davvero ufficiale, incontrovertibile, una storia di speranze, di convinzioni, di scontri, di tenacia, di molta pazienza, ed ad aprire un periodo di trasformazione, di progetti, di novità.
Molti i soddisfatti, tra coloro che, dentro il Parlamento e fuori di esso, erano stati i protagonisti di questa riforma, così sentita dalla società civile e così poco partecipata dalle istituzioni, dai vari Governi della Repubblica e dalle Amministrazioni dello stato, fino alla determinazione del Governo Prodi di chiudere la partita, di voltare pagina; consistenti anche le voci di critica, da parte di organizzazioni e singoli che avrebbero voluto di più, che individuavano limiti, che sottolineavano rischi e timori, pur partendo dalla condivisione della positività di una approvazione percepita da tutti come una svolta significativa, una tappa
importante.
Comune a tutti, critici e soddisfatti, la convinzione che il più era fatto, che finalmente la strada sarebbe stata più facile e in discesa, che i risultati delle novità importanti appena approvate con la legge 230/98 si sarebbero visti a breve.

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