L’Unità, sabato 21 ottobre 1989, pagina 10
ROMA. «È vero. il problema delle raccomandazioni esiste. Quando sono stato ascoltato dalla commissione d’indagine sulla condizione giovanile, me lo hanno ricordato anche i parlamentari. E io ho fatto una proposta: raccogliamole queste sollecitazioni per trasferimenti e dispense, che arrivano anche da deputati e senatori, ed entro qualche mese rendiamo pubblici i nomi di chi raccomanda».
Sono bastate poche frasi a Mino Martinazzoli per strappare ai delegati dei militari di leva, riuniti ieri mattina a palazzo Barberini per l’incontro semestrale con il ministro della Difesa, un applauso da stadio.
Nel pomeriggio, convocati clandestinamente alcuni cronisti a Villa Borghese (il regolamento vieta i rapporti con la stampa), i delegati dei «marmittoni» hanno commentato soddisfatti gli impegni che Martinazzoli ha assunto durante la cerimonia, durata dalle 9 alle 12,30. È stata una delle rare volte in ·cui un titolare del dicastero della Difesa si è presentato di persona all’incontro (quello di ieri era il ventunesimo da quando esistono le rappresentanze dei militari). I predecessori di Martinazzoli, Zanone in testa, usavano delegare il compito a un sottosegretario.
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Vittorio Ragone
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