1915-18 – La guerra alla guerra nelle lettere dei Proletari in divisa

Lotta Continua, sabato 4 novembre 1972, pagina 2

Oggi, 4 novembre, il regime borghese celebra l’anniversario della sua vittoria nella 1a guerra mondiale, con sfilate, corone ai caduti, manifestazioni militari.
Secondo il calendario ufficiale è la festa delle forze armate, ma onorando i sacrifici dei proletari in divisa i massimi esponenti del sistema si guardano bene dal narrare i metodi con cui questi sacrifici furono imposti. Anche noi vogliamo ricordare i più di seicento mila morti, 500.000 mutilati, un milione e più di feriti, in massima parte operai e contadini, sacrificati nella grande guerra dalla volontà imperialista dello stato italiano: ma vogliamo ricordare anche con quali ribellioni, opposizioni e proteste, i proletari resistettero a chi li voleva allora e li volle dopo partecipi delle idealità e della logica della «guerra patriottica».
Il rifiuto di quella idealità e di quel patriottismo da parte di chi conosceva della patria solo la fame, la miseria e lo sfruttamento è particolarmente esplicito in una lettera del 1916, scritta alla sua fidanzata da un operaio fiorentino al fronte, in cui si fa sommaria giustizia dell’ondata di commozione e di retorica suscitata nell’opinione pubblica italiana dalla notizia che gli austriaci avevano catturato e impiccato Cesare Battisti, deputato socialista trentino e volontario in guerra.
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