Il “disertore” si costituirà

Avvenire, giovedì 1 maggio 1986

 

Lui li ha fatti tutti i dodici mesi previsti dal servizio di leva, anche se, come obiettore di coscienza, ha optato per quello civile. Mica da imboscato, però, un dolce far nulla.

Quell’anno l’ha passato presso l’Associazione “Giovanni XXIII” di Rimini, fondata da don Oreste Benzi, impegnata da anni sul fronte di ogni emarginazione, droga compresa. Dodici mesi tirati, affiancando una giovane coppia. che ha preso in affido tre bimbi con handicap psichici. Un impegno che non conosce orari e richiede spirito di sacrificio e abnegazione. Insomma, un servizio civile fatto sul serio, come Dio comanda.

Ma perché, finita la “ferma” richiesta per legge a tutti i cittadini italiani di sesso maschile e abili, devo fare ancora altri otto mesi?, si è chiesto il nostro obiettore: Antonio De Filippis,

26 anni, di Torino. Questa è una discriminazione bella e buona. La legge non è forse uguale per tutti? Perché allora c’e chi fa dodici mesi solo perché indossa una divisa e chi invece deve farne venti, tanti quanti ne prevede il servizio civile? Il giovane torinese non ci ha pensato su due volte e allo scadere dei dodici mesi, si è autocongedato. Sapendo benissimo che sarebbe così incorso nei rigori della legge militare, che lo considera alla stregua di un disertore.

Antonio De Filippis, che ha avuto la piena solidarietà di don Benzi e di tutta la grande famiglia del “Giovanni XXIII”, si costituirà, ponendo fine alla sua latitanza che dura ormai da un mese, il 10 maggio a Rimini nel corso di una festa dedicata alla pace. Intanto sul Quirinale, indirizzate a Cossiga, sono piovute oltre 15 mila cartoline che esprimono appoggio e simpatia per l’obiettore-disertore, il quale, con il suo gesto intende protestare contro le burocratiche e spesso interessate difficoltà e lungaggini, con cui si cerca di rendere difficile l’esercizio del diritto all’obiezione di coscienza.

Antonio De Filippis è il decimo obiettore in Italia a compiere questo gesto di “disobbedienza civile”. Sempre il 10 maggio a Vicenza un altro obiettore, anche lui autocongedatosi per le stesse ragioni, si costituirà ai carabinieri: è Sergio Costanzo, 22 armi, vicentino, che ha prestato servizio presso la locale Anfas.

Dice don Benzi: “l’obiezione di coscienza e il servizio civile sono scelte concrete a favore dell’uomo e della pace. Perché allora penalizzarle con otto mesi in più?”. De Filippis, comunque, è pronto ad andare in carcere. Ma ci andrà poi davvero? Molti ne dubitano, i martiri, si sa, sono sempre scomodi. Ragion per cui non è detto che il ministero preferisca alla fine chiudere tutti e due gli occhi e congedare in anticipo il De Filippis. “Sarebbe una beffa inammissibile” protesta il giovane, “un modo per mettere come al solito a tacere le cose.

 

Mario Traina

 

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